I ritmi frenetici, il caldo afoso dell’estate, il nervoso che ci perseguita nel corso della giornata possono influenzare la nostra personalità e trovar traccia nella scrittura col segno snervata. Come si può veder nell’immagine la grafia è caratterizzata da piccoli cedimenti, il filo grafico è privo di solidità, sembra fiacco e trasmette l’idea di debolezza di tono. Questo segno è un chiaro indicatore di uno stato psicofisico caratterizzato dalla stanchezza, svogliatezza, minore capacità di concentrazione e astrazione, in generale dalla mancanza di energia. Segno raro cinquant’anni fa ora è frequente in 4 scritture su 10 e questo può esser probabilmente la conseguenza di uno stile di vita sempre più stressante e faticoso.

La scrittura snervata può apparire saltuariamente proprio nei momenti di maggiore affaticamento fisico/mentale, dopo un periodo di debilitazione o essere abituale perché frutto di esperienze logoranti e continue. Molto frequente nei balbuzienti, è fisiologico incontrarla nell’anziano il cui tono muscolare è meno efficiente.

Come per tutti i segni grafici, la “snervatezza” deve esser sia analizzata singolarmente che studiata nel contesto perchè altri segni grafologici possono compensarne in parte il significato.

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